I miei libri
Mio cugino il fascista
Nella Roma del primo dopoguerra due cugini, Michele e Alessandro, stringono un legame di profonda e fraterna amicizia. Poi, gli anni passano: Alessandro, ardito e intraprendente, lavora come giornalista e diventa sincero sostenitore della causa fascista; Michele, cresciuto negli agi di una ricca famiglia borghese, intraprende la carriera di avvocato per essere poi trascinato dagli eventi a sostenere attivamente le azioni degli alleati e dei partigiani. La guerra, l’amore e la fedeltà sono al centro di questo avvincente romanzo, che è soprattutto la storia di una sincera amicizia, di un profondo sodalizio capace di resistere a una delle più grandi tragedie del secolo scorso.
Vincitore al “Festival del primo Romanzo - 2006”
Le congiure parallele
Il doppio inganno delle Idi di marzo
Saggio che indaga i possibili restroscena di uno degli omicidi più celebri della storia: quello che vide come vittima Giulio Cesare. L’attrattiva che in ventuno secoli le “Idi di Marzo” hanno esercitato non deriva solo dalla statura della vittima, o dalla spettacolarità della sua esecuzione. È dovuta anche a un interrogativo rimasto sempre irrisolto: come è stato possibile che Giulio Cesare sia stato abbattuto nel momento in cui mai era stato così forte, e mai così deboli i suoi avversari? L’uccisione di Cesare fu un delitto politico del quale il principale movente resta quello che anche i contemporanei conoscevano: l’eliminazione di un uomo che aveva raggiunto troppo potere, ponendosi al di sopra della tradizione, e illudendosi di compiere un gesto non criminoso, ma eroico. Diversi infatti erano i percorsi che avevano condotto tutti loro a ritrovarsi armati e decisi ad uccidere in quel lontano giorno di marzo del 44 avanti Cristo.
Nulla se non il corpo
“Non era donna che pensasse a filare la lana e ad occuparsi della casa, né si accontentava di prevalere su un uomo comune, ma voleva governare un governante e comandare un comandante”. Così Plutarco descriveva Fulvia, che nella sua vita fu oggetto di grandi odi e grandi amori.
Questo romanzo racconta la storia vera di un personaggio straordinario, vissuto all’epoca di Cesare, che ribaltò tutti gli schemi imposti alla condizione femminile: era una donna di potere che sapeva come esercitare il potere. Era dotata di intelligenza, determinazione, ambizione: tutte doti che i Romani ammiravano negli uomini. Ebbe grandi nemici, che le insegnarono l’arte della vendetta. Ma era anche una donna in grado di esercitare un fascino capace di legare a sé alcuni dei personaggi più importanti del suo tempo. Come perfino un altro storico dell’antichità, Velleio Patercolo, inconsciamente ammise nel denigrarla: “Non aveva nulla di femminile eccetto il corpo.”