Archivio del Giugno 18th, 2008
Fulvia: nulla di femminile, eccetto il corpo?
E’ uscito con Robin - collana “La biblioteca del tempo” - il mio secondo romanzo. Il titolo è “Nulla se non il corpo”.Fa seguito di qualche mese alla comparsa in libreria de “Le congiure parallele”, una mia sfacciata escursione in campo storico dedicata al celeberrimo delitto delle Idi di marzo. Il romanzo che entro pochi giorni troverete in libreria è ambientato nella stessa epoca, ed è ispirato alla storia di una delle più straordinarie figure femminili dell’antichità, quella di Fulvia. Il titolo riprende il giudizio che ne lasciò Velleio Patercolo, in apparenza denigratorio: “Nihil muliebre praeter corpus gerens”, ovvero : “Non aveva nulla di femminile eccetto il corpo”. Patercolo voleva così tramandarci la memoria di una donna ambiziosa e volitiva, un uomo all’interno di un corpo femminile; ma partiva da un ideale di femminilità stereotipato e sostanzialemente falso, quello della matrona tutta dedita alle virtù domestiche, all’educazione dei figli ed al governo della “domus”. Fulvia non era così: a lei interessava molto il governo tout-court. Altri celebri autori antichi - come Plutarco - sostenevano che volesse “governare un comandante e comandare un governante”; e che per questo si era unita in matromonio a tre personaggi molto importanti nella Roma tardo-repubblicana: Publio Clodio, il tribuno-demagogo, primo squadrista della Storia; Scribonio Curione, la cui stella brillò per poco, ma molto intensamente, nei mesi che precedettero la guerra civile fra Cesare e Pompeo; e infine Marco Antonio, fino agli inizi del suo grande duello contro Ottaviano per il controllo dell’Impero.
L’unione con tre uomini di tale calibro, insieme alle testimonianze di autentici legami di amore, al di là dei posizionamenti politici - erano tutti e tre cresciuti nella scia di Giulio Cesare - dimostrano che quel “corpo” non solo era molto femminile, ma anche molto desiderato; e che Fulvia era donna che all’intelligenza - riconosciuta anche dagli avversari - univa un fascino fuolri dal comune.
La colpa che le veniva rimproverata, in realtà, era quella di aver infranto tutte le regole imposte alle donne. Elemento che la rende unica ai nostri occhi. Ad altri personaggi femminili della stessa epoca- come Servilia, l’amante “storica” di Cesare; o Livia, moglie di Ottaviano Augusto - veniva attribuita la capacità di esercitare un’influenza notevole; ma sempre agendo dietro le quinte, e mai travalicando i ruoli ufficiali. Fulvia, invece, “ci metteva la faccia”, agiva in prima persona, coraggiosamente, e ne pagava le conseguenze. Tanto è vero che gli avversari non si limitavano ad attaccare i suoi uomini, ma la investivano direttamente con le loro invettive. Come fece, ad esempio, Cicerone.
La vita di Fulvia, per risultare avvincente, non necessita di apporti della fantasia, è di per sé un romanzo: densa di avvenimenti, di passioni e di colpi di scena; costellata di eventi tragici , come la morte violenta di due dei suoi tre mariti. Si svolse in uno dei periodi più affascinanti e tormentati della storia antica , la Roma del I sec. a.C. . Ciò nonostante, non era mai stata raccontata nella sua interezza.
Fino ad oggi.
Buona lettura!
Vincenzo Ciampi
Pubblicato il: Giugno 18th, 2008 under Varie.
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